Piano / strategia nazionale

«L’IA per tutti»: quanto vale un codice volontario senza presunzione di conformità opponibile

Il Canada lancia «L’IA pour tous» in assenza di un quadro federale vincolante sull’IA: una strategia volontaria, senza presunzione di conformità opponibile, ma con forti ambizioni industriali ed economiche.

STStephane Nachez · · ·4 min
«L’IA per tutti»: quanto vale un codice volontario senza presunzione di conformità opponibile
Sommario

Secondo il Centre canadien de politiques alternatives (CCPA), il Canada è l’unico paese del G7 a non disporre di un quadro normativo federale vincolante specifico per l’IA. È in questo vuoto che Mark Carney ha lanciato il 4 giugno 2026, all’ospedale generale di Toronto, la strategia nazionale «L’IA pour tous», articolata attorno a sei pilastri e accompagnata da un budget superiore a 2,3 miliardi CAD. Dalla proroga parlamentare del 5 gennaio 2025, l’AIDA - la Loi sur l’intelligence artificielle et les données portata dal progetto C-27 - è morta, e nessuna legge federale vincolante sull’IA l’ha sostituita. Il CCPA e The Walrus qualificano il dispositivo come largamente volontario, in assenza di obblighi vincolanti.

Un solo G7 senza quadro federale vincolante

Secondo il Centre canadien de politiques alternatives, il Canada è l’unico paese del G7 a non disporre di un quadro normativo federale vincolante specifico per l’IA. Il dato merita però una sfumatura: Ottawa e le province operano già tramite leve parziali - la Direttiva del Treasury Board sulla presa di decisioni automatizzata (2019), la LPRPDE, la Loi 25 del Québec e gli orientamenti dell’Office of the Superintendent of Financial Institutions (OSFI) per il settore finanziario. Questi strumenti coprono segmenti specifici (amministrazione federale, privacy, finanza) senza formare un quadro unitario sull’IA, e il CCPA sostiene che non siano sufficienti a disciplinare i sistemi ad alto rischio impiegati nel settore privato. Il vincolo più immediato per un attore canadese esposto al mercato europeo arriva altrove: l’AI Act si applica ai fornitori e agli operatori i cui sistemi di IA sono immessi sul mercato o utilizzati nell’Unione, indipendentemente dal paese di stabilimento. Un’impresa canadese che distribuisce un sistema ad alto rischio sul mercato europeo rientra quindi nel regolamento, qualunque sia lo stato del diritto federale a Ottawa.

Volontario non significa inefficace - ma serve un ancoraggio

La differenza rispetto all’esperienza europea non riguarda la natura dello strumento: il Code de bonnes pratiques pour les modèles d’IA à usage général pubblicato dalla Commission européenne è anch’esso uno strumento volontario. Il suo effetto normativo deriva dal collegamento con l’AI Act, la cui disposizione dedicata prevede che i firmatari del Code GPAI beneficino di una presunzione di conformità opponibile per gli obblighi applicabili ai fornitori di modelli a uso generale. La firma produce un vantaggio giuridico tangibile; la mancata firma espone invece all’obbligo di dimostrare la conformità con altri mezzi, più onerosi. In assenza di un quadro federale vincolante equivalente sul versante canadese, la strategia «L’IA pour tous» fa gravare la pressione normativa sulla reputazione e sull’effetto di mercato - un meccanismo che può produrre allineamento in settori concentrati ed esposti, come mostrano i codici volontari britannici precedenti all’Online Safety Act, ma che non crea la stessa forza opponibile. The Walrus riporta che un sondaggio citato nella sua analisi colloca al 34% la quota di canadesi disposti a fidarsi dell’IA, contro il 75% che si aspetta una regolazione da parte dello Stato: la pressione reputazionale immaginata da Ottawa si inserisce quindi in un contesto in cui la domanda di un quadro giuridico è esplicita.

Un ecosistema sostenuto da tre istituti, un’infrastruttura definita «embrionale»

Il governo censisce oltre 3.500 imprese canadesi che sviluppano soluzioni di IA, che hanno complessivamente raccolto più di 37 miliardi CAD in capitale di rischio. Le proiezioni di impatto macroeconomico avanzate da Ottawa rientrano però in un altro registro: Ottawa indica l’obiettivo di creare 250.000 posti di lavoro e di aumentare il PIL del 3% - cifre presentate come obiettivi governativi, non come previsioni verificate da un terzo indipendente. Il documento ufficiale riconosce inoltre esplicitamente che la capacità di calcolo sovrana del Canada «rimane embrionale, in particolare nel cloud, e richiederà investimenti significativi per ridurre la dipendenza da fornitori stranieri» - un’ammissione che circoscrive, nel testo stesso, la portata del pilastro della sovranità.

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Stephane Nachez

Redazione ActuIA — notizie, dati e analisi sull'intelligenza artificiale per i decisori.