Barometro / sondaggio

Risorse Umane e IA: nonostante una crescente adozione, la diffidenza persiste

L'utilizzo dell'IA da parte dei responsabili RH è triplicato in un anno, passando dal 9% al 28%. Tuttavia, la fiducia nell'IA rimane limitata (54% di scettici) e la riservatezza dei dati è una preoccupazione principale. Infine, il 49% dei professionisti vede l'IA in un software RH come un vantaggio, ma solo il 6% ritiene che sia un criterio imprescindibile.

MAMarie-Claude Benoit · ·3 min
Risorse Umane e IA: nonostante una crescente adozione, la diffidenza persiste
Sommario
Gestione del personale, benessere dei dipendenti, ottimizzazione delle prestazioni globali dell'organizzazione, le Risorse Umane (RH) svolgono un ruolo essenziale nel funzionamento delle aziende. Il secondo barometro OpinionWay RH realizzato per Kelio mette in luce un quadro complesso in cui l'adozione crescente dell'IA e la diffidenza rimangono strettamente legate. La promessa di efficienza che l'IA incarna in questo settore delicato si scontra ancora con questioni di fiducia, etica e maturità tecnologica.
 

Un'adozione rapida ma misurata

L'indagine, realizzata nei mesi di febbraio e marzo scorsi, rivela che l'uso dell'IA da parte dei responsabili RH è triplicato in un anno: il 28% dei professionisti delle RH dichiara di utilizzare l'IA quotidianamente nel 2025, contro solo il 9% nel 2024. Nel dettaglio, il 6% la utilizza in modo intensivo (contro l'1% un anno prima) e il 22% in modo più occasionale, con un aumento di 14 punti.
Tuttavia, una maggioranza (60%) rimane refrattaria all'adozione dell'IA, sebbene questa cifra sia diminuita di 16 punti in un anno. Questo slittamento riflette una dinamica di adozione, particolarmente marcata per le aziende di dimensioni intermedie, con il 34% dei responsabili RH di questa categoria che utilizza l'IA.
 
 

Dubbi persistenti sulla qualità e affidabilità

Un'altra costante rivelata dal barometro: la fiducia nelle capacità dell'IA rimane limitata. Se il 46% dei professionisti intervistati ritiene che questi strumenti possano produrre un lavoro di qualità, il 54% rimane scettico, una cifra invariata rispetto al 2024. Nonostante questa crescente adozione, le opinioni decise si intensificano: il 27% dei rispondenti si dice ora totalmente diffidente, con un aumento di 7 punti.
Questa riserva testimonia una mancanza di certezza sulla affidabilità dei sistemi, una questione cruciale quando si tratta di decisioni legate alle risorse umane, dove l'umano è al centro delle questioni.
La riservatezza e la sicurezza dei dati, in crescita di tre punti, sono ora le principali preoccupazioni delle RH: il 41% di loro le considera priorità. Il rispetto di queste questioni diventa così un criterio centrale nell'adozione dell'IA, tanto più che la gestione dei dati personali è sempre più scrutinata a livello legislativo e organizzativo.
Al contrario, altri ostacoli come l'incompatibilità degli strumenti con i processi interni, la mancanza di competenze, il costo degli investimenti o la resistenza al cambiamento dei collaboratori, sono notevolmente diminuiti.

Rivoluzione o semplice evoluzione degli strumenti RH?

Interrogati sull'impatto a lungo termine dell'IA, i professionisti RH si mostrano divisi. Quasi la metà (47%) vede una potenziale rivoluzione, capace di trasformare duramente il loro lavoro, una percentuale che sale al 71% tra gli utenti convinti. Al contrario, il 41% ritiene che l'IA non costituisca, per ora, né una rottura importante né un'innovazione marginale. Infine, il 12% la relega ancora al rango di gadget tecnologico.

L'IA come criterio di scelta per i software RH

Quando l'IA è integrata in un software RH, è vista come un vantaggio dal 49% degli intervistati (82% degli utenti regolari). Tuttavia, una proporzione non trascurabile di professionisti (29%) considera l'IA come un elemento trascurabile, il 15% la giudica addirittura redibitoria. Solo il 6% ritiene che la presenza di IA costituisca oggi un criterio imprescindibile.
Benché percepita positivamente da una parte dei professionisti, l'IA è così ancora considerata come un plus, ma non come un elemento essenziale in tutto il settore.
Eric Ruty, Direttore Generale di Kelio, commenta:

"L'IA sta diventando sempre più comune nel mondo del lavoro e costituisce già un aiuto prezioso per i professionisti delle Risorse Umane. Questi ultimi sono tuttavia dei guardiani essenziali contro le derive tecnologiche che potrebbero impattare l'umano o impegnare la responsabilità giuridica delle organizzazioni. La loro diffidenza è quindi legittima nei confronti di strumenti che devono ancora dimostrare il loro valore aggiunto e la loro affidabilità".
MA
Marie-Claude Benoit

Redazione ActuIA — notizie, dati e analisi sull'intelligenza artificiale per i decisori.

Attori citati
KEKelio
OPOpinionWay
EREric Ruty
Il Settimanale ActuIA

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